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Dead Rising 2 - Recensione

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Storia & Longevità: 8.5/10
Gameplay: 7.5/10
Caratteristiche Tecniche: 8.0/10
Sonoro: 8.0/10

 

 

 

 

 

 



Piattaforma: PS3, Xbox 360, Pc
Genere: Action
Sviluppato: Blue Castle
Distribuito: Capcom
Pubblicato: Capcom
Data Rilascio: 23/09/2010
Target: 18+
Giocatori: 1+
Versione: PAL
Sito Ufficiale: http://deadrising-2.com/

Difficile incasellare all’interno di un genere quello strano esperimento che è stato il primo capitolo di Dead Rising, che a tanti fece storcere il naso e ad almeno altrettanti ancora gli si illuminano gli occhi al solo nominarne il titolo. A distanza di 3 anni Capcom conferma il suo interesse verso questo nuovo plot, rilasciando il secondo capitolo di quella che secondo il publisher nipponico sarà una saga che avrà un ruolo primario tra le proprie uscite, con l’obiettivo di accontentare chi già si era trovato bene a Willamette, e al tempo stesso coinvolgere anche nuovi giocatori grazie alle luci di Fortune City. Non più un timido fotografo ma un motociclista, non più un piccolo centro abitato ma una città stile Las Vegas, in Dead Rising 2 tutto sembra diventare più interessante.



Fortune City come Las Vegas

I fatti narrati in Dead Rising 2 si svolgono a Fortune City, un agglomerato di luci, intrattenimento, casinò e centri commerciali che ovviamente trae profonda ispirazione dalla capitale del vizio Las Vegas. All’inizio Chuck (il nostro alias), un nerboruto ragazzone americano, si troverà a partecipare ad uno show televisivo nel quale, in sella ad una moto armata di motoseghe, dei piloti si sfidano all’interno di un’arena a chi uccide più zombie. L’incidente a Fortune City avverrà proprio al termine di questa assurda competizione, e sarà l’evento da cui si dipanerà la narrazione che vede protagonisti Chuck e sua figlia, che purtroppo a causa del morso subito da uno zombie (chi ha giocato a Dead Rising Case 0 conosce già la storia) è costretta ad assumere un farmaco ogni 24 ore chiamato Zombrex. L’intera arena sarà quindi invasa da una folla di zombie fuori controllo, e nella fuga disperata, insieme alla sua piccola, Chuck incontrerà quelli che si riveleranno come i suoi compagni, ovvero un gruppo di superstiti con cui condividerà un rifugio per le 72 ore che precedono l’arrivo dei soccorsi.
E’ veramente lodevole l’attenzione che gli sviluppatori hanno riposto nel rinnovare l’interesse verso un genere sostanzialmente abusato come quello dei non morti di Romeriana memoria, riportando in un contesto abbastanza fresco ed originale cliche utilizzati proprio come tali, che quindi danno al giocatore esattamente quello che si aspetta, stupendolo però con piccoli dettagli che impreziosiscono il prodotto, come ad esempio l’ironia di fondo, non priva di critica sociale, osservabile in diversi frangenti del titolo, primo tra tutti la spettacolarizzazione della violenza da parte dei media, che porta alla nascita di gruppi per il riconoscimento dei diritti degli zombie (gruppo che avrà anche un ruolo nel corso della storia).



Squadra che vince non si cambia
La paura da parte della comunità video ludica per Dead Rising 2 era che un eccessivo stravolgimento del gameplay visto nella precedente uscita portasse il gioco a diventare un acion in terza persona sopra le righe per il contenuto di sangue e violenza ma senza molto altro da dire. Bisogna invece riconoscere che gli sviluppatori hanno saputo mantenere pressochè inalterato l’impianto di gioco apportando qualche piccola modifica, come ad esempio la possibilità di creare armi combo assemblando degli oggetti, comunque utile per rinnovare l’interesse. Esiste anche un sistema di potenziamento legato al raggiungimento degli obiettivi da parte di Chuck che pur se in maniera limitata, introduce quasi una contaminazione ruolistica, che porta il giocatore a sviluppare la narrazione anche attraverso le innumerevoli missioni secondarie.

Comparto Tecnico
Rispetto al primo episodio, che già riuscì a stupire per il gran numero di zombie contemporaneamente sul video, Dead Rising 2 mostra miglioramenti sotto praticamente tutti gli aspetti. Il motore grafico è ora in grado di muovere un numero ancora più elevato di nemici sullo schermo ed in generale la visuale appare più pulita e immune da sensibili problemi di tearing, aliasing o frame-rate ballerini.  Apprezzabile anche il miglioramento di texture e modelli poligonali, che pur senza la ricerca del fotorealismo creano un ambiente estremamente convincente.

Il comparto audio è molto ben realizzato, ma come spesso accade piuttosto carente per le voci dei personaggi che non sempre si dimostrano convincenti. Sopra la media la qualità degli effetti sonori, soprattutto per quanto riguarda il rumore delle diverse armi improvvisate al contatto con gli zombie, veramente molto verosimile.
Unica nota negativa è sicuramente la quantità di caricamenti che si affrontano nel corso di una sessione di gioco, che oltre ad essere molto frequenti richiedono anche tempi piuttosto lunghi, spezzando l’azione che altrimenti sarebbe sempre su livelli elevatissimi. Fortunatamente è stata messa mano anche al sistema di salvataggio, smussando (anche se non di molto) gli angoli del primo capitolo: in Dead Rising 2 è possibile salvare quando si vuole a patto di trovare un bagno. Questa scelta al gusto di No More Heroes (per i nostri amici della grande N) comunque non cambia molto l’approccio tipicamente hardcore alle meccaniche di gioco: se si muore nel corso di una missione si deve semplicemente ripartire dall’ultimo salvataggio, senza che ci venga in aiuto alcun tipo di checkpoint. Di conseguenza ci si troverà ad andare al bagno piuttosto spesso.

Multiplayer
A completare il tutto troviamo anche una modesta (estremamente modesta) sezione multi giocatore, che poco aggiunge in termini di gameplay o longevità al titolo. Da segnalare oltre a una manciata di mini-giochi, la possibilità di giocare in modalità cooperativa, situazione in cui vedremo comparire al nostro fianco l’altro giocatore, che purtroppo però non si integra in nessun modo all’interno della narrazione, che non è quindi intaccata dalla presenza del secondo giocatore.



Commento di Daniele Barisich
Forse Dead Rising 2 non riuscirà a convincere i delusi dal primo episodio, dove è divertente andare in giro per un centro commerciale a uccidere zombie con armi improvvisate, ma è forse quell’aspetto lievemente elitario di questa produzione a renderlo un prodotto speciale. La ricerca dell’eccesso come se ci trovassimo all’interno di un film horror di serie B si conferma  come un eccezionale generatore di divertimento, per un titolo che se vi lascerete conquistare vi terrà incollati alla console per ore ed ore.
 

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Ottobre 2010 22:07  

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